scheda pratica per il permesso di soggiorno per protezione sussidiaria

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La protezione sussidiaria è uno status che lo straniero può richiedere a seguito della presentazione della domanda di protezione internazionale.  

Nell’eventualità in cui lo straniero o apolide non possieda i requisiti per ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato, egli può ottenere quest’ultimo riconoscimento ove sussistono fondati motivi per ritenere che, qualora egli ritornasse nel Paese di origine o di dimora abituale correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno. (tortura, minaccia alla vita in caso di guerra interna o internazionale, condanna a morte) 

Una volta presentata la domanda alla Prefettura, la Questura rilascia un permesso con motivo “protezione sussidiaria”.  Il permesso rilasciato: 

  • Ha una durata di 5 anni; 
  • Permette l’accesso allo studio; 
  • Permette lo svolgimento di un’attività lavorativa che sia subordinata, autonoma o di pubblico impiego; 
  • Consente l’iscrizione al servizio sanitario; 
  • È rinnovabile; 
  • Dà diritto alle prestazioni assistenziali dell’Inps e all’assegno di maternità concesso dai Comuni. 

Inoltre, il titolare dello status di protezione sussidiaria, può convertire il suo permesso in permesso di soggiorno per lavoro. Tuttavia, tale conversione comporta la rinuncia allo status di protezione sussidiaria. 

Per finire, ai sensi del art.29 bis D.lgs. 286/98, il titolare di permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, può fare richiesta di ricongiungimento familiare al fine di permettere l’ingresso in Italia dei propri familiari, senza che egli debba dimostrare i requisiti di alloggio e di reddito richiesti per gli altri cittadini stranieri.  

Per familiari si intendono: 

  • Il coniuge; 
  • I figli minori (naturali o adottati o affidati o sottoposti a tutela), a condizione che siano non sposati e a carico del titolare del permesso per protezione sussidiaria; 
  • I figli maggiorenni a carico se invalidi totali; 
  • I genitori con molte restrizioni. 

— english version — 

Subsidiary protection is a status that a foreigner may apply for following the submission of an application for international protection.   

If a foreigner or stateless person does not qualify for refugee status, he or she may be granted it if there are reasonable grounds for believing that he or she would face a real risk of suffering serious harm if returned to his or her country of origin or habitual residence. (torture, threat to life in the event of internal or international war, death sentence)  

Once the application has been submitted to the Prefecture, the Police Headquarters issues a permit with the reason “subsidiary protection”.  The permit issued:  

  • Has a duration of 5 years;  
  • Allows access to study;  
  • Permits the carrying out of a subordinate, autonomous or public employment activity;  
  • Allows registration with the health service;  
  • It is renewable;  
  • It entitles the holder to Inps welfare benefits and maternity allowance granted by the municipalities.  

Furthermore, the holder of subsidiary protection status may convert his permit into a work permit. However, this conversion implies the renunciation of the subsidiary protection status.  

Finally, according to art. 29 bis of the legislative decree 286/98, the holder of a residence permit for subsidiary protection may apply for family reunification in order to allow his family members to enter Italy, without having to prove the housing and income requirements for other foreign citizens.   

Family members are defined as  

  • The spouse;  
  •  minor children (natural or adopted or fostered or subject to guardianship), provided that they are unmarried and dependent on the holder of the subsidiary protection permit;  
  •  Dependent children of age if they are totally disabled;  
  •  Parents with many restrictions. 

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