Italia: la situazione pandemica vista dai migranti

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Dalla 31ª edizione del Dossier statistico immigrazione curato da Idos non c’è dubbio che la crisi pandemica abbia messo nelle tasche degli immigrati un “conto salato”. A differenza del perpetuato racconto vittimistico, che li descrive come privilegiati nei confronti degli italiani, gli immigrati possiedono ben poche possibilità: esclusi dall’impiego pubblico, si ritrovano più esposti agli andamenti del mercato; spesso privi di cittadinanza e di una lunga residenza sul territorio che porta all’impossibilità di fruizione di varie misure di sostegno, come il Reddito di cittadinanza; e il più delle volte sono poco attrezzati sul piano linguistico, culturale ed istituzionale che li limitano marginalmente nell’accedere anche alle misure a cui avrebbero diritto. 
Con la pandemia i nuovi ingressi hanno avuto un importante mutamento, benché nel mondo le migrazioni siano aumentate, arrivando alle 281 milioni di persone, in Italia sono diminuite. Le statiche sui residenti ne contano 24mila in meno, anche i permessi di lavoro e per lo studio scendono rispettivamente a 74mila e 18mila. E per finire sono calati a 80mila i richiedenti asilo ospitati nel sistema di accoglienza. 
 
Sono rallentati i processi d’integrazione e la partecipazione occupazionale. Nel 2020 si registrano 159mila occupati stranieri in meno, questo dato mostra come la crisi del mercato del lavoro abbia reso inospitale l’Italia per chi spera di potervi costruire un futuro migliore. 
 
Tuttavia, sui vari cali emerge anche un dato positivo, ovvero le acquisizioni di cittadinanza che son salite nel 2020 a 133mila. 

— English version —

The 31st edition of the Immigration Statistics Dossier curated by Idos shows how the pandemic crisis has put a ” high bill” in the pockets of immigrants. Contrary to the perpetuated victim narrative, which describes them as privileged compared to Italians, immigrants have very few possibilities: excluded from public employment, they find themselves more exposed to market trends; they often lack citizenship and a long residence in the territory, which leads to the impossibility of benefiting from various support measures, such as the Citizenship Income; and most of the time they are poorly equipped on the linguistic, cultural and institutional level, which limits them marginally in accessing even the measures to which they would be entitled.
With the pandemic, new entries have undergone an important change, although worldwide migration has increased, reaching 281 million people, in Italy it has decreased. The statistics on residents count 24 thousand fewer, even work permits and study permits fell to 74 thousand and 18 thousand respectively. Finally, the number of asylum seekers housed in the reception system has dropped to 80 thousand.

Integration processes and occupational participation have slowed down. In 2020, 159 thousand fewer foreign workers were registered. This data shows how the crisis in the labour market has made Italy inhospitable for those who hope to build a better future there.

However, in addition to the various decreases, there is also a positive figure, namely the acquisition of citizenships, which rose to 133 thousand in 2020.

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